Esame maturità: all'orale argomenti del 5° anno o del triennio?

Di Veronica Adriani.

Argomenti del 5° anno o del triennio? Ecco una delle incognite più grandi dell'esame di maturità. Facciamo chiarezza partendo dai documenti del MIUR

MATURITÀ 2020

Maturità 2020: all'orale solo gli argomenti dell'ultimo anno o del triennio?
Maturità 2020: all'orale solo gli argomenti dell'ultimo anno o del triennio? — Fonte: istock

Uno dei dubbi più frequenti della maturità è: all'orale vengono chiesti solo gli argomenti dell'ultimo anno o l'interrogazione si basa sul programma del triennio? Un dubbio legittimo, dato che la presenza dei commissari esterni spesso crea qualche tensione: capita, e più di frequente di quel che si immagina, che un commissario faccia in buona fede una domanda su un autore dell'ultimo anno che però potrebbe essere stato studiato l'anno precedente. Ma come comportarsi in quel caso? Cosa dice la legge in proposito?

Vediamolo insieme, ma prima facciamo un passo indietro.

ESAME DI STATO: LA RIFORMA BERLINGUER

Nel 1952 con la Riforma Gonella l'esame di Maturità smette di essere orientato sugli ultimi tre anni: per i due anni precedenti l'ultimo vengono richiesti, per la prima volta, soltando cenni. Prima di allora il colloquio orale andava a ritroso nel tempo, e non era assolutamente escluso che lo studente dovesse essere in grado di rispondere a domande su argomenti molto vecchi.

Dobbiamo arrivare alla Riforma Berlinguer del 2000 per trovare nella storia recente qualche cenno diretto al programma dell'ultimo anno. Ne troviamo testimonianza nella , dove leggiamo (Articolo 3 comma 3):

Il colloquio si svolge su argomenti di interesse multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno di corso.

MATURITÀ, MIUR: LA RIFORMA MORATTI

Nel 2003, con la Riforma Moratti, molte cose sono cambiate ancora. Tuttavia, le disposizioni in merito al programma dell'esame sono rimaste le stesse. ne troviamo traccia nella , dove leggiamo:

L'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esame e su prove predisposte e gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno.

MATURITÀ 2020, DOCUMENTO DEL 15 MAGGIO

Dalla riforma Moratti in poi non ci sono stati passi indietro. Il che significa che, a meno di specifiche indicazioni in senso opposto, fa fede quanto stabilito nel 2003.

Ma è possibile che gli ultimi decreti legge emanati dal MIUR non dicano nulla in proposito? Parzialmente. Ovvero, nel 13 aprile 2017, n. 62 (art. 17) si fa esplicita menzione dell'unico documento che dovrebbe far fede al momento dell'orale: il documento del 15 maggio:

Il consiglio di classe elabora, entro il quindici maggio di ciascun anno, un documento che esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, nonche' i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti. La commissione tiene conto di detto documento nell'espletamento dei lavori.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Il documento del 15 maggio è un documento elaborato dal Consiglio di classe e controfirmato da un rappresentante degli studenti, in cui si definisce esattamente il programma svolto in corso d'anno per ciascuna materia.

Firmare il documento dopo averlo esaminato attentamente è estremamente importante, perché quello che c'è scritto nel documento farà fede al momento dell'esame orale con i commissari esterni. In alcuni casi i professori possono chiedere di firmare un programma più ampio rispetto a quello effettivamente svolto, con l'intenzione di portare a termine gli argomenti mancanti nelle settimane successive. Qualunque sia la vostra decisione, sappiate che firmare un programma completo svolto in maniera parziale è un'arma a doppio taglio: se non riuscirete a terminare gli argomenti come previsto, infatti, sarete comunque tenuti a studiarli per conto vostro in vista dell'orale. Qualsiasi domanda su quei temi, infatti, in sede di esame sarà perfettamente legittima.